Modelli tecnici
Mazzanti e l’apprendimento motorio (3 di 3): una sintesi dei punti principali e qualche alternativa

Mazzanti e l’apprendimento motorio (3 di 3): una sintesi dei punti principali e qualche alternativa

Essere un grande tecnico richiede abilità particolari che non sono le stesse di quelle richieste per essere un punto di riferimento per quanto riguarda la tematica dell’apprendimento motorio. Saper insegnare o far migliorare le tecniche ai propri atleti è solo una piccola parte del lavoro di un allenatore. E data la difficoltà dell’argomento se funziona anche solo con pochi atleti o su poche tecniche è già un lusso. Senza contare che come per gli atleti, che spesso fanno le tecniche senza sapere come le fanno, anche gli allenatori spesso insegnano senza sapere coscientemente quello che fanno. Quindi magari sanno insegnare ma non sanno spiegare come lo fanno.

Mazzanti e l’apprendimento motorio (3 di 3): una sintesi dei punti principali e qualche alternativa

Mazzanti e l’apprendimento motorio (1 di 3): aldilà di tanti luoghi comuni, ma qualcosa secondo me va rifiutato e integrato

Davide Mazzanti è un grande tecnico. Ed è anche un grande innovatore. Coraggioso nel portare avanti alcune idee innovative, quasi rivoluzionarie. Idee che sicuramente non è semplice portare avanti in contesti tipicamente abbastanza rigidi (non fosse altro che per le dimensioni) quali quelli federali. Dalla sua esortazione alle atlete di “stupirlo”, alla concessione di grande autonomia, all’idea di abbandonare dei concetti troppo rigidi e stereotipati dei modelli tecnici, alla battaglia contro (era ora) la frase terribile di molti tecnici “a me piace così”.