Abbandonare l’idea di programma motorio: la competizione dei pattern motori e gli attrattori

Nell’approccio tradizionale, cognitivo (in inglese IP, Information Processing)

l’apprendimento di un’abilità motoria è visto come l’acquisizione e il perfezionamento di un programma motorio specifico. Un programma motorio è una serie di comandi o istruzioni precostituite che guidano l’esecuzione di un’azione motoria specifica.

Gli atleti sono invitati a seguire il programma motorio e cercano di eseguire l’azione in modo coerente e riproducibile.

Nell’approccio ecologico invece, che considera l’individuo come un sistema complesso e dinamico, si ipotizza che le abilità motorie emergano da una competizione tra i pattern motori consolidati e quelli nuovi che si vogliono apprendere.

Gli attrattori del movimento giocano un ruolo centrale in questa competizione.

Essi rappresentano configurazioni stabili di azioni motorie, ossia sequenze di movimenti che hanno dimostrato di essere efficaci e adattive per una determinata attività o compito motorio.

Fungono da punti focali per l’organizzazione del movimento e sono responsabili della stabilità e della precisione delle abilità motorie.

Quando un individuo cerca di apprendere nuove abilità motorie, si avvia una competizione tra i vecchi pattern motori consolidati e i nuovi pattern che si vogliono attivare. I vecchi pattern sono soluzioni motorie già acquisite in precedenza e in qualche modo automatizzate. Sono associati agli attrattori già esistenti nel sistema motorio.

Al contrario, i nuovi pattern motori sono delle soluzioni alternative o aggiornate che l’individuo cerca di acquisire per affrontare nuove sfide o raggiungere obiettivi specifici. Questi nuovi pattern sono associati ad attrattori emergenti, cioè a configurazioni motorie che si stanno formando e stanno diventando più stabili attraverso l’esperienza e la pratica.

Durante la competizione tra vecchi e nuovi pattern motori, l’esperienza pregressa e le abilità motorie già consolidate possono coadiuvare i nuovi apprendimenti, cioè fornire un fondamento e un punto di partenza da cui partire per sperimentare e perfezionare i nuovi movimenti. Tuttavia possono anche emergere sfide e conflitti. Alcuni vecchi pattern motori consolidati potrebbero interferire con l’apprendimento dei nuovi movimenti, poiché il sistema motorio potrebbe resistere al cambiamento e preferire le soluzioni già consolidate.

Questa diversa idea di apprendimento motorio porta a un sostanziale ripensamento degli obiettivi dell’allenamento e delle linee guida da seguire:

  1. abbandono del concetto di programma motorio rigido e di tecnica ideale: mirare a sviluppare abilità motorie più fluide e adattative, piuttosto che sequenze motorie fisse.
  2. focalizzazione sulla competizione tra vecchi e nuovi pattern motori: concentrarsi su come favorire la formazione di nuovi pattern motori efficaci e adattativi, cercando di superare eventuali resistenze o interferenze da parte dei vecchi pattern
  3. integrazione di abilità motorie già presenti: concentrarsi su come sfruttare al meglio le competenze pregresse dell’atleta per facilitare l’apprendimento di nuovi movimenti. Ciò permette di ottimizzare l’uso delle competenze motorie esistenti per migliorare le prestazioni complessive dell’atleta.
  4. sviluppo della creatività e della flessibilità: incoraggiare l’atleta a sperimentare e adattare continuamente i suoi movimenti in risposta alle richieste dell’ambiente e dell’avversario. Questo sviluppo della creatività e della flessibilità motoria porta a una maggiore capacità di adattamento durante le competizioni e a una maggiore versatilità in diverse situazioni di gioco.
  5. adattamento alle esigenze individuali: mettere l’accento sulla personalizzazione dell’allenamento in base alle esigenze e alle caratteristiche individuali dell’atleta. Non esiste un unico modello o programma di allenamento standard, ma l’allenamento viene adattato alle specifiche esigenze motorie e tattiche di ciascun atleta.
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