Introduzione

Il sistema di attacco con punti rete fissi (Sistema Punti Rete SPR) non è affatto una novità. Mi ricordo di averne trovata un’ottima spiegazione in un articolo di Doug Beal. La rete era suddivisa in 9 parti e con lettere e numeri si denominavano le traiettorie di alzata a seconda del punto rete e dell’altezza (e quindi tempo) della stessa. Quell’idea è stata a un certo punto accantonata e quasi la totalità della pallavolo mondiale si è uniformata al modello del sistema di attacco con riferimento al palleggiatore (Sistema Riferimento Palleggiatore SRP). In questo sistema, attualmente utilizzato dalla maggior parte delle squadre tutte le traiettorie di attacco veloce prendono come riferimento la posizione del palleggiatore al momento dell’alzata (o se vogliamo il punto in cui arriva la ricezione o l’appoggio). La 1 è l’alzata di 1° tempo davanti al palleggiatore e vicino allo stesso. La 2 l’alzata di primo tempo dietro, la doppia c (cc) l’alzata spostata davanti. Normalmente comunque, anche nel SRP alcune alzate sono riferite a precisi punti nello spazio: la 7 viene riferita al punto rete, alla metà della metà del campo davanti al palleggiatore, la fast è alzata all’asta e la pipe al centro del campo da seconda linea

In questo articolo porteremo una proposta tattica diversa: tutte le alzate vengono descritte in base a specifici punti nello spazio. In particolare poi illustreremo l’adattamento del sistema a una squadra U16 di medio livello regionale (regione Veneto). 

Scelta dei punti rete

Per prima cosa ci siamo trovati nella necessità  di scegliere quanti punti rete utilizzare e come denominare le rispettive traiettorie d’alzata. Il sistema di Doug Beal con 9 punti rete ci sembrava esagerato, considerata sia la confusione per il troppo alto numero di informazioni da memorizzare, sia per le qualità dei palleggiatori. Abbiamo deciso, seguendo anche un input preso da un allenamento della Trentino Volley di Angelo Lorenzetti, di dividere la rete in 5 settori.

Per i settori più esterni tutto rimane come nel sistema di attacco dominante: super, 5, quick avanti, super, 6, quick dietro. Nei 3 settori centrali invece si concentra la differenziazione: la 1 è  sempre una palla alzata nel settore centrale della rete; la 2 nel settore immediatamente a destra di quello centrale; la 7 nel settore immediatamente a sinistra (vedi figura 1).

Così se la ricezione/appoggio arriva spostata verso 2 comunque la 1 si gioca dal centro della rete. Allo stesso modo se la ricezione/appoggio arriva spostata verso zona 4 la 1 parte sempre dal centro della rete e verrà giocata con un’alzata dietro del palleggiatore.

Per gli esterni sono previste anche le palle 9 (secondo tempo nel settore della 7) e 4 secondo tempo nel settore della 2.

Per quanto riguarda le seconde linee abbiamo preso in considerazione le alzate over, pipe e back rispettivamente coincidenti per punto rete (ovviamente alzate più  staccate da rete, per la precisione con punto di caduta appena dentro la linea dei 3m) con 7, 1 e 2. 

Tempi di attacco

Per quanto riguarda la scelta dei tempi di attacco, abbiamo ragionato mettendo come priorità la possibilità di giocare tanti attacchi veloci dalle zone centrali. 

Date le caratteristiche fisico-tecnico dei nostri centrali e alzatori, abbiamo optato per la scelta di un primo tempo ritardato (attaccante in fase di pre-balzo vicino all’appoggio del primo piede di stacco al momento del tocco del palleggiatore). Sia il primo tempo anticipato, che il primo tempo normale, ci davano troppo poco tempo utile sopra la rete per avere un numero sufficiente di attacchi efficaci nel corso di una partita. Inoltre, quel mezzo tempo in più ci è sembrato essere importante per aumentare i numeri di contrattacchi, potendo gestire più facilmente la transizione. 

Per gli attaccanti di seconda linea, il tempo d’attacco è il secondo tempo, che alzato in zona centrale è abbastanza semplice da gestire per i palleggiatori e non presenta controindicazioni per gli attaccanti in quanto i punti di partenza della rincorsa sono facilmente raggiungibili sia dopo ricezione che dopo difesa. dalle bande.

Vantaggi del  sistema

La combinazione dei 2 aspetti, tempi di attacco e SPR ci ha portato diversi vantaggi, tattici e tecnici: 

  • dal punto di vista tattico
  1. avere un sistema di attacco che crea un reale problema tattico per gli avversari in virtù dell’aumento di numero di attacchi dalle zone centrali della rete (quando si giocano pochi attacchi veloci con i centrali, alla fine risulta quasi sempre conveniente per gli avversari concentrarsi sugli esterni e concedere quei pochi punti dal centro che finiscono per non incidere sulle dinamiche di punteggio).
  2. aumentare le possibilità di pensiero tattico sul sistema di attacco, in primis ovviamente da parte del palleggiatore, che prima di alzare la palla scontata in zona 4 può maneggiare diverse opzioni. 
  3. Poter scegliere a priori il punto rete da cui partirà l’attacco ci permette di scegliere meglio contro chi far giocare il nostro centrale. Con il “classico” SRP, invece, può capitare a seconda della ricezione/appoggio di mandare il nostro centrale in bocca al giocatore avversario più forte a muro (es. chiamata 1 e palla che si sposta verso 2 si va a facilitare l’aiuto a muro del posto 4 avversario)
  • dal punto di vista tecnico
  1. Più semplice preparazione della rincorsa da parte dei centrali che sanno già dove devono andare prima di vedere l’appoggio/ricezione. Devono fare solo un piccolo aggiustamento con  P, se la palla arriva proprio al centro della zona utile. Ciò dovrebbe portare a un aumento di attacchi efficaci
  2. Più semplice allenamento dei palleggiatori che possono allenarsi con canestri o riferimenti sulla rete o con centrali sui plinti senza gravare quindi sul numero totale di salti del centrale
  3. I centrali possono imparare meglio a giocare con il muro. Difficilmente si creano situazioni di muro a 0, ma si riescono a creare molte situazioni di attacco contro muro a 1 che costringono i centrali a direzionare il colpo gestendo il muro avversario, azione facilitata anche dal tempo ritardato., e, con il vantaggio anche del tempo ritardato, i centrali imparano a direzionare il colpo gestendo il rapporto con il muro avversario ritrovandosi a farlo con molta maggiore frequenza. 
  4. maggiore variabilità nella gestione delle rincorse (e quindi migliore apprendimento) per gli esterni che si trovano più coinvolti al di là della solita palla in banda, sia per l’utilizzo delle seconde linee che delle palle 9 e 4 che diventano più funzionali visto il maggior coinvolgimento del centrale avversario nel marcamento del nostro. 

Svantaggi del sistema

  1. E’ necessario un periodo di adattamento perché davvero quasi tutte le giocatrici di qualsiasi livello sono abituate al sistema SRP.
  2. insegnamento di tempi e di sistema che attualmente non trovano riscontro né nel medio, né nell’alto livello, con quindi successivo richiesta di ri-adattamento da parte della giocatrice (anche se questo non crediamo sia un grosso problema, anzi costituisca un arricchimento).
  3. Qualche difficoltà in più per i palleggiatori soprattutto sulle alzate 1 e 2 che nel sistema SRP sono più facile da calibrare.
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